Collettivo In.Nova Fert – Diario della Residenza artistica

Presso “Casa Bianca” a Cantalupa, immersi nella natura, i giovani e straordinari compositori/intellettuali di In.Nova Fert si sono ritrovati con Claudio Pasceri, violoncellista di NEXT – New Ensemble Xenia Turin e direttore artistico di EstOvest Festival.
Riflessioni e scambi sulla musica nella quiete dei boschi di Cantalupa per giungere alla scrittura di un brano commissionato da EstOvest 2019. Il 15 novembre al FolkClub di Torino potrete ascoltare l’opera del Collettivo, eseguita dal quartetto d’archi NEXT e dal percussionista togolese Têtê Da Silveira.Ringraziamo Livia Malossi Bottignole, Marco Pedrazzi, Alessio Romeo e Diego Tripodi per il meraviglioso lavoro di questi giorni e per questo bellissimo “diario ricordo”.

E possedere quel tempo naturale al consolidamento di idee, che prevede il confronto, è un presupposto per noi irrinunciabile. Da sempre abbiamo sentito il nostro sodalizio quale più di una forma di aggregazione, vedendo nel progetto di collettivo la costruzione di una realtà unitaria e che dunque in maniera unitaria si esprimesse anche nella composizione. Questa aspirazione è per molto tempo sfuggita, proprio per il logorio della vita di ciascuno, e il nostro lavoro si è tradotto più volte nella somma di singoli contributi, esperienza interessante ma altra. Per questo, figuratasi la prospettiva di residenza per EstOvest, non abbiamo avuto dubbi, dal primo istante, che fosse quella l’occasione per concretizzare un ideale.Tuttavia ci preme sia chiaro che la presenza individuale all’interno del nostro lavoro collettivo è tutt’altro che repressa, essendo innanzitutto le nostre stesse nature e vocazioni molto variegate nelle loro espressioni. Ne abbiamo avuto conferma in quegli splendidi giorni, che davvero per noi sono stati un laboratorio creativo.

Lavorare al pianoforte è un atto di profondo intimismo, un impegno tipico e individuale dello studio e della invenzione. Lo è a maggior ragione per noi quattro, di cui tre pianisti e tutti, in qualche misura, dipendenti dallo strumento in fase creativa. Al contrario, se aveste varcato la soglia di Casa Bianca a Cantalupa, in certe ore dei giorni di luglio in cui abbiamo avuto la fortuna di trascorrervi la nostra residenza, avreste trovato uno spaurito yamaha preso d’assalto da quattro giovani assetati di suono, lo sgabello conteso, un intreccio di dita sui tasti, pentagrammi scarabocchiati e adagiati sul leggìo e sul coperchio dello strumento i computer fumanti; ma, soprattutto, avreste trovato l’atmosfera tesa ma al contempo leggera della condivisione, in cui ascoltare e capirsi diventa già scrittura o, in ogni caso, sua entusiasmante condizione.Trovare momenti e spazi di condivisione per un collettivo di giovani compositori come il nostro, in cui il quotidiano di ognuno è spesso condizionato dagli impegni pressanti del conservatorio, del proprio strumento, del lavoro, è – vi assicuriamo – molto complicato. A Bologna, un corridoio, un concerto, una cena – nella migliore delle ipotesi – non è sufficiente per intraprendere un percorso creativo comune.

Conciliare l’individualità del contributo e l’utopia di una produzione artistica unitaria è senza dubbio la sfida della nostra visione, ma essa ha il punto di forza non tanto nelle peculiarità estetiche di cui sopra, quanto in una comune sensibilità per la missione artistica. Vederci all’opera sui problemi che, battuta dopo battuta, il lavoro poteva presentarci, ci ha rassicurato sulla prestanza di questa impostazione: funziona!Altra opportunità solo apparentemente superflua, è stato osservarci reciprocamente nelle nostre azioni quotidiane, nelle abitudini, nei momenti “casalinghi” delle nostre giornate e poter cogliere le sottili relazioni e le strabilianti contraddizioni con i lati artistici che già conoscevamo per la nostra amicizia: dall’azionare una lavastoviglie al primo gesto compiuto appena svegli, fino alla peculiare gestione del tempo e degli spazi, del riposo e, certamente, del lavoro individuale, la convivenza è stata una interessantissima mostra di quattro personalità complesse, ognuna messasi in raffronto alle altre, con un giovamento del lavoro di composizione comune ben immaginabile.

Cantalupa, in questo, si presta ad essere il luogo perfetto. La dimensione di ritiro creata dal dominio indiscusso della natura, con le grandi e incombenti montagne a contorno della valle boscosa in cui risuonano forte i torrenti, soddisfa sia l’esigenza di solitudine e di riposo che la concentrazione inalterata sul lavoro.

Non meno speciale e fondamentale è stata la presenza guida di Claudio Pasceri nel nostro periodo di residenza. Ospite squisito prima di tutto – capace di cogliere sempre la migliore adeguatezza delle singole situazioni e di crearne lui stesso con abilità e discrezione – ha messo a nostro agio sia nel lavoro come nello svago. Grandissimo conversatore, ci ha trascinato in memorabili discussioni sui temi più vari, artistici, politici, culturali, durante i piacevoli ritrovi attorno alla tavola o facendo le ore piccole sui divani di Casa Bianca.

Ma, senza ombra di dubbio, il valore inestimabile è stato quello tutto professionale di potersi confrontare quotidianamente con la sua grande esperienza di strumentista, instaurando una dimensione da officina, in cui la nostra immaginazione e ricerca e le sue suggestioni sonore e i suggerimenti tecnici si sono incontrati in un continuum di sollecitazione. Il lavoro a stretto contatto con l’interprete è certamente per la nostra personalità artistica in formazione quanto di più prezioso ci possa venire offerto ed è triste dover ammettere che spesso è anche la prima mancanza nei canali ufficiali di quella stessa formazione.Per queste e mille altre ragioni non ripercorse da questo breve memorandum, a Claudio e a tutta l’organizzazione di EstOvest Festival vanno i nostri ringraziamenti. Certamente per l’occasione offertaci, la cura riservataci e la fiducia riposta nel nostro lavoro che, speriamo anche solo in piccola parte, possa ricambiare tutto quanto, facendosi testimonianza degna di una passione così grande.

Collettivo In.Nova Fert

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